Rapporto preliminare campagna 2011


Festòs Ricognizione 2011

Relazione scientifica
Attività di ricognizione e studio della missione italo-greca nel territorio di Festòs
(30 ottobre – 19 ottobre 2011) e programma 2012

Con la campagna del 2011 si è chiuso il primo programma quinquennale di studi e ricerche topografiche nel territorio di Festòs. Le ricerche si sono svolte in synergasia con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, l’Eforia di Hiraklion e l’Università di Salerno e Pisa.
Nel periodo compreso tra il 30 settembre e il 19 ottobre di quest’anno, sotto il coordinamento sul campo di Maria Bredaki, archeologa della 23a Eforia e Fausto Longo, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, hanno lavorato 3 unità di ricerca che facevano capo rispettivamente a Fausto Longo e Armando De Guio (Università di Salerno e Padova – archeologi), a Vladimiro Achilli (Università di Padova – ingegneri topografi), a Matthieu Ghilardi e Vincenzo Amato (CEREGE-CNRS Aix-en-Provence e Università del Molise – geomorfologi).
Gli archeologi dell’unità delle università di Salerno e Padova (Andrea Betto, Simone Foresta, Alessandro Greco, Valeria Lenuzza, Francesca Luongo, Mara Migliavacca, Amedeo Rossi, Emanuela Santaniello, Alessandro Terribile) hanno proseguito nell’attività di ricognizione sul Christòs Effendi, il rilievo più alto (156 m) del sistema collinare di Kastrì, dove sorge il palazzo minoico di Festòs.
La scelta di chiudere il programma quinquennale con la ricognizione del rilievo di Christòs Effendi è stata dettata dall’assenza di ricerche sulla collina, in passato limitate solo a una perlustrazione del secolo scorso ad opera del Taramelli (rinvenimento di un ‘deposito’ di ceramica minoica e di ceramica post-palaziale), dallo scavo della cinta muraria di epoca ellenistica, dal casuale rinvenimento di una testa di tipo Karphi da parte dell’équipe greco-americana diretta da Watrous e Valianou negli anni Ottanta e, più recentemente, dallo scavo della sezione esposta e dalla ricognizione di superficie effettuata dalla nostra missione a ovest della strada Festòs-Matala (Zona C della ricognizione) nel corso del 2009 e del 2010. Queste ultime indagini hanno infatti rivelato un’occupazione, non certo sporadica, alle pendici sud-occidentali, e le tracce di strutture protopalaziali e di resti materiali notevoli (cfr. relazioni 2009 e 2010).
Tutto il settore a nord e a ovest delle mura di età ellenistica è stato suddiviso in Unità di Ricognizione (UR) e sottoposto a ricognizione secondo i metodi adottati negli anni precedenti: distinzione in settori e identificazione di unità topografiche, indicazione della visibilità, schedature dei campi, fotografie, rilievi, raccolta integrale dei materiali. La parte interna alle mura (a sud e a ovest della cinta muraria, ubicata in un’area soggetta a forti erosioni), è stata invece ricognita senza una raccolta sistematica di materiali e solo in maniera estensiva.
Il materiale è stato lavato, conteggiato e pesato presso i magazzini della missione a Festòs dove è ora conservato in attesa di essere disegnato e studiato. Da una prima preliminare analisi della documentazione la collina sembra essere interessata da una frequentazione a partire dall’età minoica sino all’età ellenistica con una prevalenza di materiale relativo alle fasi preistoriche.
Il materiale, a causa della visibilità (quasi sempre scarsa), non è abbondante e generalmente in cattive condizioni di conservazione, ma di grande significato per le caratteristiche topografiche e geografiche della collina. La prevalenza di materiale minoico su alcune terrazze delle pendici
occidentali o di materiale ellenistico in prossimità delle mura sembra dovuto alle trincee effettuate negli anni ’20 da Minto lungo tutto il percorso murario. Nel corso di quell’intervento sulla sommità (e più precisamente sul versante occidentale, immediatamente a ovest dei resti della chiesa di CristonSignore), fu scavata anche una struttura di epoca minoica (UR 7); dallo scavo del secolo scorso potrebbero provenire le ceramiche ritrovate immediatamente a valle.
Tra i materiali raccolti in ricognizione un particolare rilievo riveste un frammento riferibile a un oggetto fittile (un animale votivo?) con un’iscrizione sinistrorsa incisa prima della cottura. Si conservano quattro lettere: da sinistra verso destra si legge rispettivamente un theta, una alfa, una ny e, probabilmente, nuovamente una alfa. Se la lettura dovesse essere confermata sull’oggetto era iscritto THANA, probabilmente un riferimento alla divinità Athana/Athena.
Il gruppo di ricerca degli ingegneri dell’Università di Padova ha proseguito il lavoro di georeferenziazione di alcune strutture del territorio (le tombe di Kalyvia e Lilianà a nord-est del Palazzo; le tombe romane, la tholos di Mylona Lakko, la cd. terza tholos di Kamilari, le strutture dei saggi scavati dall’Eforia in località Selì, le strutture sulla collina della Scuola a sud-ovest di Haghios Ioannis in direzione di Kamilari). Il lavoro è finalizzato al completamento della carta archeologica che avrà come base una nuova cartografia effettuata da un rilievo aereofotogrammetrico del 1994 dal quale sarà anche estratto il Digital Terrain Model e la ortofoto corrispondente. Gli ingegneri hanno successivamente georeferito i vertici dei campi di ricognizione sul Christòs Effendi (Zona E), per consentire il posizionamento delle aree di ricognizione, e tratti del circuito murario ellenistico visibile, dopo una pulizia, a est della Chiesa di San Giorgio in Falandra e lungo le pendici dell’Acropoli Mediana. Quest’ultimo tratto, scavato sempre da Minto negli anni ’20, non era mai stato riportato in una pianta se non in quella schematica edita da Watrous (cfr. L.V. Watrous – D. Hadzi-Vallianou – H. Blitzer, The Plain of Phaistòs: Cycles of Social Complexity in the Messara Region of Crete, California 2004).

Nel corso della campagna è proseguito lo studio sui materiali delle precedenti campagne di ricognizioni. Al lavoro di Emanuela Santaniello e Valeria Lenuzza si è aggiunto quello della disegnatrice Cinzia Morlando che ha effettuato circa 80 disegni nel periodo compreso tra il 7 e il 16
ottobre.
Infine l’unità dei geomorfologi, composta da Vincenzo Amato dell’Università del Molise e da Matthieu Ghilardi del Centre Européen de Recherche et d’Enseignement des Géosciences de l’Environnement (CEREGE) del CNRS di Aix-en-Provence, coinvolto quest’anno in seguito
all’attivazione di una collaborazione con il Progetto DIKIDA (progetto dei laboratori del CNRS di Strasburgo e di Aix-en-Provence – UMR 7044 e 6635), ha potuto perfezionare la carta geomorfologica del territorio realizzata da Vincenzo Amato lo scorso anno, nonché approfondire lo
studio geologico mediante l’esecuzione di sondaggi nella depressione fluvio-palustre del Gria Saita a est del pianoro di Festòs e nell’area di Tymbaki. La missione, alla quale hanno partecipato anche David Psomiadis, sempre del CNRS di Aix-en-Provence, e Maxime Colleau, studente di
geoarcheologia (master di secondo livello) dell’Université La Sorbonne, si è svolta nel periodo compreso tra il 7 e il 18 ottobre. Sono stati realizzate 9 carote per una lunghezza complessiva di 50 metri.
Obiettivo di queste carote è la ricostruzione diacronica del paesaggio della piana della Messarà; più in particolare le ricerche cercheranno di provare l’esistenza di una laguna/lago in antichità nell’area immediatamente a sud-est della collina del palazzo. Per completezza si allega alla relazione il rapporto di Matthieu Ghilardi sull’attività effettuata dall’équipe del CEREGE.
I risultati delle analisi (analisi sedimentologiche, contenuto fossilifero, studio di eventuali resti ceramici, analisi di bioindicatori, datazioni al radiocarbonio) saranno effettuate tra febbraio e aprile 2012 presso i laboratori del CEREGE di Aix-en-Provence. La restante documentazione archeologica e cartografica sarà elaborata rispettivamente nei Laboratori dell’Università di Salerno (Laboratorio di Archeologia ‘Mario Napoli’) e dell’Università di Padova (Laboratorio di Rilievo e Geomatica).

Programma 2012
In attesa di proporre un nuovo programma quinquennale di ricerca, sempre in synergasia con la Scuola Archeologica Italiana e la KG Eforia per il periodo 2013-2017, finalizzato a ricerche puntuali sul sistema di fortificazione, sull’impianto urbano della città di età storica e a un approfondimento di Christòs Effendi, per il 2012 i coordinatori della missione chiedono di potersi dedicare allo studio di tutta la documentazione raccolta al fine di poter portare a termine la pubblicazione delle ricerche del quinquennio 2007-2011. L’équipe di archeologi, topografi, geomorfologi, disegnatori e fotografi sarà pertanto a Festòs nei mesi di maggio-giugno e settembre-ottobre 2012. A tate scopo si chiede la disponibilità del codice di accesso ai magazzini (codice di allarme), già concesso ai altri direttori della missione di Festòs. Il possesso di tale codice agevolerebbe infatti l’accesso ai magazzini.

Maria Bredaki, Fausto Longo
Istituto di Studi Cretesi
Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (Università di Salerno)
Coordinatori Progetto Festòs

Compte rendu de mission de terrain
Prélèvements par carottages dans la plaine de Messara (Crète) du 7 au 18 Octobre 2011

Responsable : Matthieu Ghilardi (CEREGE, UMR 6635 CNRS)
Participants : Matthieu Ghilardi (CEREGE, UMR 6635 CNRS), David Psomiadis (CEREGE, UMR 6635 CNRS), Maxime Colleu (Université Paris 1 Sorbonne)

Cadre général :
La mission de terrain qui vient d’être réalisée s’inscrit dans le programme de recherche ANR DIKIDA (2010-2014, InSHS), dirigé pour le thème “paléoenvironnements” par Matthieu Ghilardi. Le programme d’études pluridisciplinaires DIKIDA a pour objectif de mettre en relation l’adaptation des sociétés humaines installées en Crète centrale, dans la plaine de la Messara et dans la région du Mirambello, avec la mobilité des paysages au cours de l’Holocène.
La collaboration avec l’Ecole italienne d’archéologie en Grèce atteste de la dimension internationale et pluridisciplinaire du programme de travail.
La nature géologique diversifiée de la Crète génère une variété et une complexité de formes du paysage (en particulier dans le domaine de la morphologie karstique) qui ont connu de profondes modifications au cours des derniers millénaires, en raison, notamment des forçages climatiques, tectoniques et anthropiques. De manière synchrone, les populations ont dû faire face à de nombreux bouleversements des environnements côtier, montagnard et ont été obligées de mettre en oeuvre des aménagements ingénieux pour s’adapter, par exemple, à la rareté de l’eau en surface, à l’instabilité des pentes induits par des mouvements de terrain d’origine naturelle ou anthropique, etc.
La plaine de Messara est une plaine alluviale au sud de l’île de Crète, s’étendant sur 50 km de large et presque 10 km du Nord au Sud, et correspond à un vaste fossé d’effondrement tectonique. C’est la plus grande plaine de Crète, et au fil de l’histoire elle a été le berceau de nombreuses implantations humaines de grande importance. En effet, Phaistos représentait, après Cnossos, la ville la plus influente pendant la période minoenne, puis Gortyne, sous l’influence romaine, fut même la capitale de l’île. L’intérêt pour l’archéologie du secteur est donc primordial. Pour répondre { ces questions, le travail de carottage s’est donc déroulé en étroite collaboration avec l’Ecole italienne d’Archéologie et notamment Fausto Longo et Vicenzo Amato.
Dans le cadre de ce programme de recherches, une mission de carottages a été organisée par Matthieu Ghilardi du 7 au 18 octobre dans la plaine de Messara (figure 1), en collaboration avec l’Ecole italienne d’archéologie { Athènes, sous couvert des autorisations délivrées par le KAS (ministère grec de la culture) autour du site de Phaistos et grâce à un permis de travail délivré par l’IGME, pour la prospection menée dans le secteur méridional de Timbaki. Notre équipe a ainsi réalisé 9 carottages dont 7 sont localisés à proximité du site archéologique de Phaistos (figure 2), pour une longueur totale cumulée de 50 m.
Plusieurs problématiques géoarchéologiques sont posées et il s’agit notamment de reconstituer les paysages autour du site de Phaistos au cours de l’Holocène récent, et de préciser la position du trait de côte aux époques néolithique et minoenne. Ainsi, il a été possible de carotter au sud du site archéologique, à Agios Ioannis (figure 2).
L’objectif de ces carottages est de reconstituer de manière diachronique l’environnement de la plaine de Messara, dans sa partie la plus riche d’un point de vue archéologique, et de, préciser les limites de l’extension potentielle de la mer dans la plaine (en se basant sur les travaux de Fytrolakis, 2005), et de corroborer ou non la présence d’un lac ou de marécages dans l’Antiquité, au sud de la colline de Phaistos.

Objectifs de la mission:
– Repérer le terrain pour y effectuer des carottages aux alentours du site archéologique de Phaistos
– Développer des problématiques géoarchéologiques avec les archéologues de l’Ecole Italienne d’Archéologie en Grèce (Fausto Longo)
– Effectuer la campagne de carottages en compagnie de Vincenzo Amato
– Intégrer une partie des données dans le cadre du mémoire de Master 2 de Maxime Colleu (un carottage de référence devant être étudié pour l’année 2011-2012)
– Diversifier les thématiques géoarchaéologiques dans le cadre d’une éventuelle thèse

Campagne de carottages :
La campagne de carottages a débuté dans le secteur situé au sud de Phaistos, à proximité du village d’Agios Ioannis. L’équipe d’archéologues italiens de Phaistos avait pour intérêt de sonder la zone, située au pied du site archéologique, en se fondant sur des témoignages locaux faisant mention d’un probable lac -ou marais- au début du XXe siècle. Il est donc apparu très intéressant de prospecter la zone par carottages. 6 carottages pionniers ont donc été effectués de manière à quadriller la zone et à avoir une meilleure connaissance des paléoenvironnements. L’emplacement des carottages a été choisi en fonction de la qualité du terrain, hors des terres cultivées, sans trop de graviers, et en-dehors des zones de colluvionnement.
La présence de phragmites et de Juncus sp. a également permis de localiser des zones potentiellement inondées par le passé.
Il a été ensuite décidé, après prospection le long du littoral et en remontant le Ieropotamos, d’effectuer deux carottages pionniers (figure 3 et tableau 2) au sud de l’aéroport de Timbaki, en rive gauche du Iéropotamos, dans le but d’obtenir des indices d’une hypothétique incursion marine dans la plaine.

Le matériel utilisé comprenait un carottier Cobra TT équipé de gouges de prélèvement d’1 mètre (15 m de rallonges métalliques). La remontée des carottes s’est faite { l’aide d’un extracteur hydraulique.

La suite du travail sera effectuée dans les locaux du laboratoire CEREGE (CNRS, UMR 6635) à Aix-en-Provence. Différentes analyses seront réalisées par Maxime Colleu et peuvent être listées: analyses sédimentologiques (mesures de granulométrie laser des sédiments, étude des paramètres magnétiques, perte au feu et teneur en carbonates), analyses des bioindicateurs (identification des diatomées d’un carottage de référence). De plus, des datations par le radiocarbone pourront nous permettre d’élaborer une chronostratigraphie précise pour la zone prospectée. Ces travaux seront réalisés entre Février et Avril 2012. Les résultats seront intégrés au mémoire de M2 de Maxime Colleu, et seront présentés en Juin 2012 lors d’une soutenance.

Matthieu Ghilardi

(CEREGE, UMR 6635 CNRS)

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