Progetto Festos / Phaistos Project

Ricognizioni archeologiche italo-greche nel territorio di Festòs

Italo-Greek archaeological surveys in the city and territory of Phaistos

Αρχαιολογική αποστολή της ιταλο-ελληνικής επιφανειακής έρευνας στη Φαιστό

Il Progetto

L’esigenza di ampliare la conoscenza dell’abitato attraverso l’indagine, in senso diacronico, delle forme di occupazione e dello sviluppo urbano, ha indotto la Scuola Archeologica Italiana di Atene ad avviare, nell’estate del 2007, una synergasia italo-greca nella consapevolezza che solo un reciproco scambio di informazioni e una stretta ed efficace collaborazione scientifica con la locale eforia avrebbe potuto consentire uno studio sistematico di Festòs e della regione circostante. Da tale necessità, che va di pari passo con lo studio e la pubblicazione dei vecchi scavi, è nata l’idea di elaborare un nuovo programma basato su indagini di superficie, ricerche di archivio e analisi dei materiali. Il coordinamento generale del Progetto, avviato su esplicita richiesta della Scuola Archeologica Italiana di Atene, è stato affidato ad un’équipe coordinata dalle università di Salerno e dall’Eforia di Hiraklion sotto la responsabilità rispettivamente di Fausto Longo e Maria Bredaki.

Il programma, definito nel 2006 e avviato concretamente a partire dall’anno successivo, ha come obiettivo lo studio di una parte della Messarà occidentale con particolare attenzione all’area intorno al sistema delle colline di Festòs di cui si prefigge di indagare forme e modalità di trasformazione di un sito che da grande centro amministrativo dell’età del Bronzo si trasforma in città e, dopo la distruzione ad opera della vicina Gortyna, in un piccolo villaggio e infine in un paesaggio rurale. Per il raggiungimento dell’obiettivo i coordinatori del progetto hanno costruito un’équipe interdisciplinare composta da ricercatori e studiosi di diverse università ed enti/istituti italiani e greci e aperto anche ad altre collaborazioni internazionali (ad es. con il CEREGE di Aix-en-Provence) con competenze specifiche: archeologi esperti di topografia antica, di materiali e di fotointerpretazione, ingegneri topografi e cartografi, geologi e geofisici.

Il Sito

Abitato sin dalla tarda età neolitica e poi importante centro amministrativo di epoca minoica, posto a controllo di un vasto e fertile territorio della Creta centrale, tra il X e il VII sec. a.C. Festòs si strutturò come polis così come sappiamo anche da Omero che la  menziona nell’Iliade. La città di età storica, benché poco conosciuta archeologicamente, era dotata di una cinta muraria e di un impianto urbano che si estendeva su tutto il pianoro immediatamente a sud della collina del Palazzo. Conflittuale fu il rapporto con la vicina città di Gortyna dalla quale venne distrutta intorno alla metà del II sec. a.C.; il suo territorio fu allora inglobato in quello della rivale (Strabone 10.479; 10.14.1). Nei secoli successivi Festòs lentamente si trasformò in un centro marginale (in epoca romana e proto-bizantina era solo un piccolo villaggio che gravitava nell’area dove sorge l’attuale paese di Agios Ioannis) fino a subire un progressivo processo di ruralizzazione.

Nonostante la lunga continuità di vita, che copre un arco cronologico che va dal tardo neolitico fino all’età tardo antica come dimostrato dall’indagine archeologica, avviata al principio del secolo scorso dagli archeologi italiani F. Halbherr e L. Pernier (cf. Pernier 1902), le ricerche sul sito sono state quasi esclusivamente concentrate sul periodo minoico e circoscritte topograficamente alla collina del palazzo.

Risultati raggiunti sino ad oggi

Nel corso del primo quinquennio il gruppo di ricerca ha costruito una rete topografica e georeferito le strutture archeologiche dell’abitato e del territorio. Questo lavoro ha consentito di realizzare una cartografia del tutto nuova del territorio oggetto di indagine e un DTM e avviare la costruzione di un GIS. Le ricerche integrate tra archeologi (ricognizioni e scavi), geologi e geofisici ha consentito di avere un’idea più precisa dell’estensione dell’abitato minoico, in particolare di quello di epoca protopalaziale, di riconoscere i limiti urbani della città di epoca storica (individuazione di un angolo della cinta fortificata sul versante occidentale del plateau e ipotetica restituzione di tutto il circuito) e di restituire l’impianto urbano dell’ultima fase della città articolata in almeno tre differenti blocchi di orientamento. Lo studio delle fotografie aeree e le prime ricerche geologiche hanno inoltre permesso di avanzare alcune ipotesi sulle caratteristiche del paesaggio in antichità in attesa di poter avere i primi risultati dalle carote realizzate nel 2011 dal CEREGE di Aix-en-Provence (Progetto DIKIDA).

L’équipe è ospitata presso la Casa della Missione di Festòs messa a disposizione dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene. Presso questa struttura viene svolto il lavoro di studio e di documentazione preliminare dei dati della ricognizione e dei materiali ora conservati presso i magazzini collocati presso il sito archeologico.

Alcune delle auto utilizzate per le ricerche sono state messe a disposizione dalla concessionaria Fiat Galdieri di Salerno.

L’elaborazione dei dati in Italia è effettuata presso il Laboratorio di Archeologia ‘Mario Napoli’ dell’Università degli Studi di Salerno (elaborazione cartografica e databases) e presso i Laboratori di Rilievo e Geomatica dell’Università di Padova e del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli “Federico II”.



The Project

The need to extend knowledge of the settlement area of the city through a diachronic investigation of settlement patterns and urban development prompted the Italian Archaeological School in Athens to undertake an Italian-Greek synergasia in the summer of 2007, in the awareness that a systematic study of Phaistos and the surrounding area could only be achieved through an exchange of information and close and effective scientific collaboration with the local ephoria. The purpose was to create a new program based on surface investigations, archive research and material study, concomitantly with the study and publication of old excavations. The implementation of the project, by request of the Italian Archaeological School in Athens, has been entrusted to a team coordinated by the University of Salerno and the Eforia of Hiraklion, respectively directed by Fausto Longo and Maria Bredaki.

The program, outlined in 2006 and started the following year, has the objective of studying part of the western Messara, with a special focus on the area around the hills of Phaistos. Here the intention is to investigate the forms and modes of evolution of the site, from major administrative center in the Bronze Age to city and, after its destruction by neighboring Gortyna, to a small village and finally a rural landscape. For this purpose the coordinators of the project have formed an interdisciplinary team composed of researchers and scholars of different universities and Italian and Greek institutions, also open to other international collaborations (for example with the CEREGE of Aix-en-Provence). The team is made up of a variety of specialists, including archaeologists with experience in ancient topography, materials, and photointerpretation, topographers, cartographers, geologists and geophysicists.

The Site

Phaistos was inhabited ever since the late Neolithic period and later became an important administrative center of the Minoan age. It controlled a vast and fertile area in central Crete. Between the tenth and seventh century BC, Phaistos gave itself the structure of a polis, as we know, among other things, from Homer’s mention of the city in the Iliad. The archaeology of the historical city is still little known. It extended over the whole plain immediately south of the Palace hill and was surrounded with walls. It had hostile relations with the neighboring town of Gortyna, which destroyed Phaistos around the middle of the second century BC and incorporated its territory. (Strabo 10.479; 10,14,1). In the following centuries Phaistos gradually lost its importance. In Roman and proto-Byzantine times it was a mere small village in the area of the present town of Agios Ioannis. It was eventually abandoned for the countryside.

Archaeological investigations of the site, first undertaken at the beginning of the last century by the Italian archaeologists F. Halbherr and L. Pernier (see Pernier 1902), indicate that the site had a long life, from the late Neolithic until late antiquity. Research on the site, however, has so far exclusively focused on the Minoan period and has been limited to the palace hill.

Results achieved to date

During the first five years, the research group has set up a topographical grid and georeferenced the archaeological structures of the settlement and the area. This allowed the creation of a totally new map of the area, and of a GIS. The integration of the work of the archaeologists (surveys and digs) with that of the geologists and geophysicists has provided a more accurate picture of the extension of the Minoan settlement, especially in the Protopalatial age. The limits of the walls of the city in historical times have been recognized in a corner of the city walls on the western versant of the plateau. The team has also detected at least three differently oriented sections in the city plan. A study of aerial photographs and the first geological investigations also enabled the team to put forward some preliminary hypotheses regarding landscape features in ancient times, while waiting for the first results of the core samples taken in 2011 by the CEREGE of Aix-en-Provence (DIKIDA Project).

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1 commento
  1. Chiara Vicario ha detto:

    Magari un giorno poterne prendere parte!

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